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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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ALLA SCOPERTA DELLA COSTA DELLA PENISOLA SORRENTINA (terza parte)

Continuando la navigazione sotto costa punta Bacolici avviciniamo a punta Baccoli con la famosa spiaggia del Giardino Romantico. Sulla punta fu costruita un’altra torre di avvistamento durante le scorrerie saracene, ma oggi, purtroppo di essa non vi è alcuna traccia. La strada privata di accesso al Giardino Romantico in epoca recente è stata interessata dal passaggio di una condotta, sottomarina nell’ultimo tratto, che direttamente dai Pozzi di Gragnano porta l’acqua all’isola di Capri. La Cala di Mitigliano subito dopo punta Baccoli ci accoglie con le sue ancora intatte bellezze fungendo anche da riparo all’incauto diportista nel caso di improvvise tempeste. Mitigliano è un piccolo casale che prende il nome da un Metello romano, i resti di un’antica Abbazia testimoniano attraverso il culto della Vergine in un certo senso il passaggio della religiosità dal tempio pagano di Minerva a Punta della Campanella ai primi secoli del cristianesimo. Alzando ancora una volta lo sguardo verso il monte San Costanzo, attira la nostra attenzione l’enorme frattura della montagna che poteva fare del San Costanzo la quinta isola del Golfo di Napoli. Il tracciato della via Campanella, l’antica via Minervae, che porta all’omonima punta attraverso Mitigliano vide nel 172 a.C. il passaggio di un’ambasceria del Senato Romano che recava offerte propiziatorie alla Dea nel Tempio in seguito ad un fulmine che con cattivi auspici aveva colpito la colonna rostrata di Duilio, sul Campidoglio a Roma. Prima di giungere a Punta della Campanella ammiriamo la Torre di Fossa della Papara o Fossa di Papa, ultima delle torri di avvistamento situate nel versante del Golfo di Napoli. Ci troviamo nel punto più vicino all’isola di Capri, all’altezza del capo di Minerva e ci piace ricordare come un tempo questa era una zona pescosissima (Plinio ricorda il promontorio di Minerva per i suoi pesci e le sue conchiglie) e che nelle stesse bocche piccole era praticata la pesca del corallo autorizzata nel 1277 da re Carlo d’Angiò ad alcuni Marsigliesi e Provenzali. Tale pesca praticata fino ad alcuni decenni fa è ora del tutto scomparsa. Con intensa emozione ci accingiamo a doppiare Punta della Campanella, il capo Ateneo sede del tempio fondato da Ulisse, secondo lo storico greco Strabone, e che per la sua particolare ubicazione costituivaun punto sicuro di guida per le rotte delle navi greche che dall’Egeo e dalla Sicilia si dirigevano a Cuma.