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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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Quando pronunciamo la parola “scorfano”, la maggior parte delle volte lo facciamo o per motivi legati all’arte culinaria, o perchè ci riferiamo ad una persona non proprio Pesci di fondale - lo scorfanopiacevole a guardarsi, anzi per dirla tutta , nel nostro immaginario collettivo questo termine si riferisce ad una componente del del sesso femminile che consideriamo particolarmente “brutta”; il termine utilizzato con questa accezione è quindi non solo particolarmente perentorio ma anche marcatamente maschilista. Delle sei specie di scorpenidi presenti nel Mediterraneo, la Scorpena scrofa questo è il nome scientifico dello scorfano “capone”, è sicuramente la più affascinante , sia per le dimensioni, può raggiungere e superare in casi eccezionali i 60 cm di lunghezza e i 5 chilogrammi di peso,e sia per la spettacolare colorazione rossa con screziature nere della sua livrea; lo scorfano rosso ha un corpo abbastanza ovale ed affusolato, si presenta sottile lateralmente nella metà posteriore , con una testa molto grossa, provvista di numerose appendici spinose , di creste e barbigli.La colorazione va fondamentalmente dal rosso brillante al rosa chiaro,ed è estremamente variabile da individuo ad individuo, anche nello stesso esemplare; il fenomeno è dovuto al fatto che a seconda dell’ambiente in cui vive ha la possibilità di cambiare colore grazie alla contrazione od espansione del pigmento contenuto in alcune sue cellule particolari , denominate cromatofori ,che gli consentono di formare sull’ epidermide delle chiazze che vanno dal marrone al rosa , dal bianco al giallo , a seconda del cromatismo degli organismi bentonici che lo circondano; la presenza delle numerose escrescenze carnose , che ne interrompono le linee regolari, rappresenta la chiave di volta del suo straordinario “camouflage”. Lo scor fano rosso è quindi un pesce solitario,che vive immobile su fondali rocciosi,sabbiosi e fangosi, a profondità che vanno da 15 metri a 200 metri; si nasconde in anfratti e tane o tra le praterie marine di posidonia, soprattutto sul ciglio della platea scogliosa, tendendo trappole alle sue vittime anche durante il giorno, fenomeno unico tra gli scorpenidi mediterranei; essendo carnivoro si nutre di pesci, crostacei e cefalopodi assumendo l’aspetto dei fondali che frequenta con le sue specializzate armi mimetiche;quando una delle sue prede potenziali capita nei pressi della sua bocca enorme,con uno scatto velocissimo protende la mandibola trasformando il suo muso in un “imbuto”, risucchiandola inesorabilmente. In tutti i rappresentanti del genere scorpena, gli aculei dorsali ed opercolari sono collegate a ghiandole che secernono una cardiotossina che provoca dolori lancinanti,e che può scatenare ,vertigini,ipot ensione,bradicardia,difficoltà respiratorie;è bene ricordare che in caso di puntura ,essendo il veleno termolabile,si deve immergere la parte colpita nell’acqua molto calda (45- 50°C)per una ventina di minuti, fino allo scemare del dolore,mantenere pulita la ferita, e nel caso questa si infetti ,rivolgersi ad un medico per una terapia antibiotica. Lo sorfano viene pescato in tutto il Mediterraneo escluso il Mar Nero, con tramagli,nasse, e con reti a strascico e da posta,e anche se abbocca facilmente anche alle lenze ed è purtroppo preda facile per il pescatore subacqueo di frodo,non è una specie particolarmente abbondante ,e si trova quindi nei mercati ittici in quantità limitate sia fresco che congelato; è un pesce particolarmente apprezzato e impiegato soprattutto nella zuppa di pesce,anche se può essere cucinato al forno, in guazzetto o semplicemente bollito, perché le sue carni sono sode, compatte e di grandissima qualità.