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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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Birrificio Sorrento:la storia continua
Debutto per il 7 dicembre

di Luigi D’Alise

Birrificio SorrentoIn principio fu il St. Josef’s, fondato a Sorrento nel 1983 da Peppino Esposito: realtà pioneristica nella storia dei microbirrifici in Italia e capostipite dei brewpubs di casa nostra. Oggi, dopo oltre cinque lustri, qualcuno ha raccolto la sfida di restituire alla città del Tasso un posto nel pianeta brassicolo nazionale. Homebrewers per caso, Giuseppe Schisano e Francesco Galano, folgorati nel 2002 dalla passione per la birre artigianali, hanno intrapreso un cammino fatto di ricerca, applicazione e sacrificio. Con il risultato di superare, in breve tempo, l’ambito dilettantistico, per dare vita a bottiglie che guardano al mercato della grande ristorazione edei gourmet. Vestite con un brand efficace nella sua semplicità: Birrificio Sorrento. Due parole, per annunciare che la storia continua. E due le birre in catalogo: l’ambrata Minerva, sul mercato dal prossimo anno e la chiara Syrentum, che sarà protagonista di una serata in programma per il 7 dicembre prossimo, alle ore 18, al Photo di Sorrento. Un evento che sancirà il debutto del Birrificio Sorrento, impreziosito dalla presenza di Lorenzo Dabove, in arte Kuaska, uno dei maggiori esperti internazionali di birra artigianale e grande sostenitore del progetto. Nella Syrentum, ad alta fermentazione, 5,5 gradi, nei canonici acqua, malto d’orzo e lieviti, si amalgamano fiori freschi di luppolo e, per legarla intimamente al territorio, bucce di limone di Sorrento Igp. E’ così che si apprezzano al naso profumi di agrumi e fresche note citriche e, in bocca, un corpo medio, tendente al leggero, speziato, con un finale di grande pulizia. “In attesa di portare a Sorrento la produzione – spiegano Schisano e Galano -, abbiamo iniziato a lavorare alla maniera belga, fittando impianti di altri birrifici per produrre, noi stessi e con le nostre ricette, le due birre. Da non confondere con l’attività di tanti che, invece, si limitano a mettere un’etichetta su birre fatte da altri, che poi commercializzano”. Ma quali sono le caratteristiche di una birra artigianale? In primis non è né pastorizzata, quindi è un prodotto vivo grazie al continuo lavoro dei lieviti, né filtrata meccanicamente, mantenendo inalterate le proprietà organolettiche. E in più senza conservanti. “Viene fatta in quantitativi limitati, con cura e ricercatezza nella scelta delle materie prime – aggiungono i fondatori del Birrificio Sorrento -. Una birra non artigianale inoltre è pronta per la vendita in pochi giorni, mentre una artigianale ne richiede almeno 45 tra fermentazione e rifermentazione naturale in bottiglia. Ma ci sono anche birre che richiedono anni di pazienza e lavoro prima di poter esse degustate”. Lavoro e lunghe attese ripagate dalla piacevolezza e dalla complessità olfattiva e gustativa che regalano nel bicchiere.