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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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FRA STORIA E AGRICOLTURA
IL FONDO DELLA REGINA GIOVANNA AL CAPO DI SORRENTO

Il Capo di Sorrento comprende, oltre al fondo agricolo di proprietà del Comune di Sorrento anche i ruderi dei cosiddetti Bagni della Regina Giovanna. Questo fondo, grazie all’impegno del Comune di Sorrento e della Cooperativa di lavoro agricolo cui ne è temporaneamente affidata la gestione, è stato reso produttivo, per il momento solo dal punto di vista olivicolo. Infatti l’olio prodotto nell’annata 2009 ha ottenuto il riconoscimento della Sirena D’oro come miglior olio nella categoria “Fruttato Medio”. Ciò dimostra che è possibile recuperare le produzioni agricole di pregio della penisola sorrentina soprattutto quelle a marchio, con impegno capacità e passione. Va ricordato che le prime testimonianze relative a questa area detta anche “terre di Santa Fortunata”, così chiamate per la presenza di un’antica cappella dedicata alla Santa sull’estrema punta del Capo, risalgono al geografo Strabone , vissuto tra il I sec a.C. e il 14 d.C. Allorchè la Cappella perse il valore di luogo di culto, la rendita delle terre annesse passò al Cappellano per poi essere destinate con contratto di enfiteusi alla caccia delle quaglie. Nel 1747 iniziò una diatriba tra il Municipio di Sorrento e i nobili Correale e Nobilione per il possesso della zona spianata. Questi ultimi furono liquidati con una somma in denaro, ma i ruderi caddero in uno stato di abbandono. Solo recentemente è stato dimostrato dall’arch. Mario Russo che i ruderi Romani di Capo di Sorrento non vanno confusi, come era stata prerogativa della tradizione antiquaria, con la villa sorrentina del nobile puteolano Pollio Felice, situata, invece, nell’area abitata di Puolo, dal Rivo Pantano al Rivo Spartimiento, oggi confine tra i Comuni di Sorrento e Massa Lubrense. I ruderi oggetto della nostra attenzione corrispondono invece con quelli di una delle numerose ville marittime romane dei quali non si conoscono i proprietari, ma ugualmente di forte importanza archeologica. Con apposita delibera della giunta Comunale di Sorrento del 10 aprile 2003, il Comune iniziava una tra ativa con la Compagnia di Gesù per l’acquisizione del Fondo oggi comunale e dei relativi comodi rurali, conclusasi con la compravendita avvenuta il 23-12-2003. Questo territorio è stato interessato da interventi di bonifica ed è stato affidato ad una cooperativa di lavoro agricolo che ha saputo intervenire in modo appropriato, tanto da meritare gli encomi degli ispettori della Regione Campania. Intervenendo con ammendanti specifici , Bio-Vegetal, che riutilizzano parte della frazione umida proveniente dalla raccolta differenziata, dai 950 alberi di ulivo si è ottenuto un olio dalle caratteristiche eccezionali, premiato nella categoria regionale dei fruttati medi nell’ottava edizione del Premio Sirena d’oro di Sorrento ed in gara nella finale nazionale. Dal quadro qui delineato si evince come un’agricoltura sostenibile, oltre a ridurre l’impatto ambientale, sia in grado anche di produrre risultati di certificata qualità e di competitività sul mercato, contribuendo a diffondere su scala nazionale e internazion e l’immagine di Sorrento quale esempio di Comune virtuoso. Fonte: Sportello Informativo