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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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intervistata da Giuliana Gargiulo

Antonella EliaRitorna a Sorrento nelle vesti del “La Santarella”, la commedia di Scarpetta che tanti anni fa trionfò al Teatro San Ferdinando con tutti i grandi attori de La Scarpettiana. Ripresa anche da Eduardo, la stessa commedia è ricordata con le due statue dei protagonisti nel Palazzo Scarpetta di via Vittoria Colonna a Napoli. Questa estate Antonella Elia è …”La santarella”! Frizzante, vivace e comunicativa, Antonella Elia non si smentisce ma esalta la sua fama con l’ironia e l’intelligenza. Lascia capire che ad andare più in fondo c’è ben altro delle bizze all’Isola dei famosi, dove peraltro, tra streghe e stregoni, non solo se l’è cavata benissimo ma le è rimasta nel cuore con non poche nostalgie. Una lunga carriera televisiva alle spalle: da Corrado a Mike Buongiorno, dopo aver fatto cose egregie : da “Liolà”, regia di Squarzina a “La mandragola” con Elio Pandolfi, è tornata prepotentemente al teatro. Continua a farlo in giro per l’Italia cavandosela benissimo e con l’ intenzione di non smettere. Ce ne fossero di attrici carine e pepate, come lei, che, in aggiunta alla forma, hanno anche delle qualità!

Vuole raccontarmi la sua storia partendo dal principio? Com’era da bambina?
Ero una bambina piuttosto introversa, silenziosa e non particolarmente socievole, figlia unica vissuta sempre con papà fino a quando ha incontrato Paola che ha sposato, diventata poi piuttosto isolata e triste…

Come, quando e perché lo spettacolo entrò nelle sue scelte?
Quando ero bambina guardavo per ore i musical di Ginger Rodgers e Fred Astaire. Già a sei anni volevo essere come loro. Per questo volevo fare danza ma avevo la scoliosi e mi fu impossibile studiarla…. Però continuavo a sognare di diventare protagonista di un musical, uno dei tanti che mi piacevano tanto… Morto mio padre, quando avevo solo quattordici anni, a diciotto anni andai a vivere da sola. Ho cominciato a fare tutto quello che volevo fare…. Andata a vivere con un ragazzo scoprii quanto fosse liberatorio essere indipendente…Ho studiato canto e danza….anche se mio padre avrebbe voluto che io facessi l’avvocato!

Se ne ha avuti, chi ricorda tra i maestri più significativi?
Il miei insegnanti di recitazione. La scuola di recitazione è stata realmente terapeutica. Penso che fare recitazione sia un modo per essere felice anche se la mia prima scuola non è stata del tutto facile…

Nella sua carriera ha fatto tutto da sola?
Praticamente si. Da quando a ventisei anni mi sono trasferita a vivere a Roma sono stata realmente felice.. Ho fatto tante cose, ho partecipato all’ultimo spettacolo di Alfo Trionfo poi ho lavorato a lungo con Corrado, diventato un vero e proprio punto di riferimento. Era un angelo ed è stato il mio Pigmalione, è stato nel suo segno che ho fatto tante cose!

E la televisione ora che rappresenta per lei?
Basta con la televisione e il mondo dei balocchi! Ho rifiutato un bel pò di proposte. Oggi come oggi mi disgusta essere usata come uno zimbello.

Non è stato un po’ per colpa sua, in seguito alla partecipazione fin troppo animata all’Isola dei famosi?E’ tutta una storia…. Mi trovavo in America dove stavo per iniziare la mia carriera americana quando mi ha preso un attacco di depressione… Quando mi hanno chiamato ho accettato la proposta televisiva di partecipare all’isola. Dopo due anni di America sentivo proprio il bisogno di tornare in televisione e poi pensavo al mare, alla natura, alla libertà, a tante cose che mi attirano…. L’isola mi è apparsa un’ esperienza e un’avventura pazzesca. Invece è stato un evento mediatico… Purtroppo ogni volta che appaio in televisione riappare l’isola e tutto quello che è accaduto in quel periodo. Nonostante questo la considero un’esperienza meravigliosa e irripetibile che quando ne sono uscita mi ha fatto sentire devastata. Nell’isola mi è sembrato di essere tornata nella pancia di mia madre. Essere mandata via mi ha fatto piangere per mesi!

Lei è come mi appare o come si è comportata quando partecipava all’isola?
Sono fatta cosi, sono come appaio e come mi comporto. Non c’è verso di cambiarmi, sono sincera fino in fondo. Ho una mia teoria su come vivere… E cioè, vuole dirmela? Che a questo mondo ci si deve imparare a difendersi, altrimenti si viene dilaniati. Il mondo dello spettacolo è implacabile. Per questo finchè non sarò diventata saggia non tornerò in televisione!

Il lavoro televisivo per lei che cos’è?
Ho sempre visto il lavoro in televisione molto simile a quello di una fabbrica o di un supermercato. Oggi ho voglia di evolvermi. Acquisire saggezza e conquistare la capacità di parlare per dare un messaggio umano e di compassione. La televisione dovrebbe essere un mezzo di comunicazione. Quella che vediamo oggi mi fa orrore!

Le vengono mai delle paure?
Costantemente. Ho sempre paura di non essere all’altezza, di non essere brava!

Vuole dire che ci vuole coraggio per andare avanti?
Il coraggio l’abbiamo quasi tutti, molti piuttosto non hanno la forza spirituale. Io la prendo dentro di me. Certamente è un lavoro un po’ lungo ma…va fatto!

Che cosa vuole dalla vita?
Bisogna lasciare un segno, per questo bisogna darsi sempre da fare ed avere grandi ideali.

Una qualità o un aspetto della sua personalità qual è?
Sono curiosa da morire. La guida della mia esistenza è sapere che cosa c’è al di là.

C’è qualcosa che le da fastidio?
Mi infastidisce, perché è un insulto, sentire che sono pazza!

Si è pentita mai di qualcosa che ha fatto?
Mi sono pentita di tante cose…Ho bisogno che la gente mi ami. Mi rendo conto che sono molto indipendente e libera ma anche con una grande volontà.

Un desiderio ce l’ha?
Fare un film con Pupi Avati o con Ozpetek. Però continuerò a fare teatro.

Ambiziosa?
Sogno sempre cose impossibili da raggiungere. Forse perché sono convinta che i sogni debbano essere grandi e non piccoli.

Crede nel destino?
Penso che il destino… me lo creo. Ma quale destino, mi chiedo? Forse sono ottimista e mai vittima. Convinta che posso concretizzare i sogni.

E’ almeno soddisfatta?
La vita mi ha dato molto. Qualsiasi altra cosa mi accadrà, sarà un dono.