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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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Olio PenisolaIl codice morale per lo sviluppo dell’economia e della cultura della penisola sorrentina, sottoscritto dai sindaci dei Comuni di Vico Equense Gennaro Cinque, di Meta Paolo Trapani, di Piano di Sorrento Giovanni Ruggiero, di Sant’Agnello Gian Michele Orlando, di Massa Lubrense Leone Gargiulo e di Sorrento Giuseppe Cuomo, apre nuove prospettive per la valorizzazione dei prodotti tipici e l’esigenza della salvaguardia ambientale. Il documento, coordinato dal vice sindaco di Sorrento Giuseppe Stinga, rappresenta una iniziativa rivoluzionaria, che vedrà enti pubblici e privati in prima linea a difesa dell’agricoltura e delle risorse del territorio della penisola sorrentina. All’iniziativa hanno aderito anche da consorzi, associazioni di categoria, imprese agricole, cooperative, operatori culturali e privati cittadini, che saranno inseriti in un apposito «albo dei custodi del paesaggio». «Il codice morale – dice il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo – è non solo una guida per le pubbliche amministrazioni aderenti, per le organizzazioni dei produttori e per le aziende agricole, ma soprattutto una grande opportunità di tipo commerciale. I prodotti di questa terra avranno un brand che attesti il valore etico del lavoro degli agricoltori e la qualità dei prodotti proposti».
Principale novità è il marchio «Penisola Sorrentina», ideato da Filippo Leonelli, che sarà utilizzato in tutte le azioni e le iniziative collegate al Codice morale per identificare i prodotti di qualità del territorio realizzati nel rispetto delle linee enunciate nel documento. Tantissime le azioni prospettate, ispirate ai principi contenuti nel Codice dei beni culturali e del paesaggio e nella Convenzione europea del paesaggio. In primo luogo, i Comuni e gli altri sottoscrittori del documento dovranno adottare tutte le misure necessarie per garantire la cura e la manutenzione dei fondi pubblici e privati, che dovranno essere pure costantemente bonificati e ripuliti dei rifiuti. In questa prospettiva, i Comuni dovranno assicurare anche la necessaria assistenza ai privati nello smaltimento dei rifiuti di ogni genere e specie. Novità in vista anche per le coltivazioni di eccellenza della Costiera: i sottoscrittori del documento dovranno impegnarsi nella salvaguardia sia delle coltivazioni già riconosciute (tra le quali il limone di Sorrento igp, l’olio dop ed il provolone del monaco dop) sia di quelle in via di riconoscimento (come ad esempio la castagna rossa del Monte Faito, la mela limoncella di Sant’Agata sui due Golfi, le noci ed i pomodori di Sorrento). «Il Codice è la prova di quanto impegno e senso di responsabilità portino a risultati straordinariamente importanti – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Vito Amendolara -. Il lavoro profuso dai sindaci della penisola sorrentina deve essere di esempio per altre amministrazioni pubbliche. È un esempio virtuoso che risponde alle attese dei cittadini, che crea coesione sociale e che conduce ad uno sviluppo eco-sostenibile».
Ma le iniziative per la valorizzazione del territorio e dell’agricoltura della Costiera vedranno in primo piano anche ristoratori ed albergatori, per i quali si prevede l’impegno a programmare l’acquisto ed il consumo dei prodotti locali coltivati dalle aziende agricole attive in penisola sorrentina. In particolare, gli chef più prestigiosi della zona dovranno farsi promotori della cultura del territorio attraverso le proprie ricette, l’esaltazione delle caratteristiche e delle qualità peculiari dei prodotti di eccellenza. Stesso discorso per le scuole, nelle quali studenti e genitori saranno impegnati in workshop sulla conoscenza dei prodotti tipici locali ed in visite guidate periodiche presso le varie aziende agricole. Sui sottoscrittori del codice, infine, vigilerà un «Osservatorio dei custodi del paesaggio», chiamato a monitorare le produzioni, gli sprechi e le inefficienze del settore agricolo, con un occhio particolare alla tutela dell’ambiente.

Antonino Siniscalchi