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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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Torna a SurrientoSu il Messaggero di Roma, del 17 Gennaio 1954, il giornalista (ex comandante marittimo) Michele Paturzo, scrisse un articolo secondo il quale la popolare canzone Torna a Surriento era stata composta per ottenere dal Presidente del Consiglio dei Ministri, on. Giuseppe Zanardelli, in visita a Sorrento, la migliore classificazione dell’ufficio postale. Secondo il Paturzo, il comm.Guglielmo Tramontano, Sindaco di Sorrento e proprietario dell’albergo nel quale ospitava il Presidente, si aggirava nella hall “mugugnando”, perché, a seguito delle sue pressioni in favore della promozione dell’ufficio postale, l’on. Zanardelli aveva risposto piuttosto seccato. E Giovanbattista De Curtis (che era addetto ad arricchire l’albergo di “ornamenti pittorici”) gli suggerì di addolcire l’illustre ospite con una canzone, che predispose, in poche ore, con l’aiuto del fratello Ernesto e con la quale ne conquistarono la simpatia ottenendo quanto il Sindaco desiderava per Sorrento. La fantasia dell’esuberante giornalista creò una….. diceria che ancora resiste e che tarda a scomparire. La verità è desumibile dall’esame dei giornali dell’epoca – 15/17 Settembre 1902 – e da un documento esistente alla Biblioteca Nazionale di Napoli. Da essi si apprende che il Presidente Zanardelli, proveniente da Capri, giunse a Sorrento alle 19,30 e, ricevuto al porto, dal Sindaco Tramontano e dalla banda musicale, fece un giro per la città e pervenne nell’albergo, dove si svolse il pranzo ufficiale. Viene aggiunto che “Durante il pranzo, sull’attigua loggetta, una leggiadra voce femminile canta una canzone di De Curtis, Torna a Surriento, melodia degna dell’autore di Carmela. La cantava la signorina Maria Cappiello, alunna di S. Pietro a Maiella, Zanardelli chiese che fosse ripetuta….”. Ma vi è di più, perché, dagli stessi giornali, risulta che il Sindaco Tramontano, al brindisi, rivolgendosi verso il Presidente, dopo di averlo ringraziato per l’onore concesso alla città di Sorrento, aggiunse: “Io non farò stasera allusioni a questioni amministrative o politiche. E’ troppa laboriosa e piena d’inquietudine e di pensieri la sua vita, perché io venga a turbarla con accenni ai bisogni delle nostre popolazioni. Noi desideriamo, invece, che Ella apprezzi tutta la bellezza della nostra contrada e la bontà dei suoi abitanti. Spero che il tempo non cancellerà in Voi il ricordo di Sorrento”. Il giorno successivo l’on. Zanardelli in mattinata ricevette l’on. De Martino con i Sindaci della Penisola, alle 10,15 andò a Meta per far visita alla famiglia Cosenza a Villa Giuseppina, alle 12 fece visita alla Scuola d’Arte a Sorrento, dopo di che rientrò in albergo per la colazione, alle 16.20 andò al Deserto a S. Agata sui Due Golfi. In serata si ripeté il pranzo in albergo e, per il desiderio espresso dal Presidente, fu ripetuta l’audizione di Torna a Surriento e a tarda sera tutti ripartirono per Napoli. Come si può inserire in questi due giorni dell’on. Zanardelli a Sorrento l’episodio riportato dal giornalista Michele Paturzo? Indagando, poi, si è scoperto che, alla Biblioteca Nazionale di Napoli, nel fondo “Lucchesi- Palli, fasc. B 330” esiste un fascicolo dal titolo “Celebri canzoni di Ernesto De Curtis”, in cui è inserita Torna a Surriento con la scritta “Copyriht by Edizioni Bideri S.p.A. -1894”. Il che significa che, nel 1894 Torna a Surriento era stata già composta e stampata. Ma mai cantata! Il Sindaco Tramontano, ricordando che, nel 1873, in occasione dell’ospitalità nel suo albergo della Zarina di Russia, fu affidato l’incarico al poetamusicista metese, Camillo Paturzo, di comporre una canzone in onore dell’illustre ospite e di organizzarle una “serenata”, chiese a Giambattista De Curtis di fare altrettanto, ed il poeta con l’aiuto del fratello Ernesto, aggiunse due quartine alla canzone, già composta otto anni prima, e fu eseguita per il Presidente del Consiglio dei Ministri. Si dovettero attendere altri due anni, nel 1904, perché Torna a Surriento iniziasse quel giro del mondo ultrasecolare e diventasse per ogni tenore una delle canzoni preferite e rappresentasse Sorrento e l’Italia nel mondo. L’Italia di Caruso e di Gigli, di Pavarotti Carreras e Domingo, di Dalla e di Bocelli, di Murolo e di Venturini, di Sinatra e Presley. E di tanti altri che l’hanno nel loro carnet o desiderano includerla! E’ del settembre 2008, durante l’Ischia Jazz Festival, che Archie Shepp, dopo di aver svelato di avere imparato Torna a Surriento a scuola, espresse il desiderio di inciderla. Nella speranza che la “favola” dell’ufficio postale cessi di circolare di fronte alla verità!

Nino Cuomo