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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
  • Sponsor

Valentina AscioneDopo il concerto Tre secoli di musica strumentale per violino e chitarra dei maestri Maurizio Aiello e Armando d’Esposito, domenica prossima, a Villa Fondi alle ore 19,30, incontro con la giornalista sorrentina di Radio Radicale Valentina Ascione, finalista al prestigioso premio giornalistico Ilaria Alpi, sezione Miglior Servizio delle WebTv, con il video JUST(ICE) IN ITALY, documentario sulle carceri italiane. Alla manifestazione, promossa dall’Associazione Culturale-Musicale Eta Beta, con il patrocinio della Città di Piano di Sorrento, nell’ambito del cartellone Summertime 2012, interverranno con l’autrice, il procuratore Giovandomenico Lepore e il giornalista del Mattino Antonino Siniscalchi. Coordina Mariella Nica. Seguirà la proiezione del documentario e del film dei Fratelli Taviani «Cesare deve morire», vincitore dell’Orso d’Oro 2012 a Berlino.
Il documentario «Just(ice) in Italy» di Valentina Ascione e Simone Sapienza è un viaggio esclusivo all’interno di alcune tra le realtà più problematiche del pianeta carcere, tra miseria e solitudine. La video-inchiesta, per immagini e parole, ma senza commenti, è stata realizzata alcuni mesi fa attraverso la documentazione, autorizzata dal Ministero di Giustizia, di otto situazioni penitenziarie diverse, ma emblematiche della realtà carceraria italiana: Messina, Sassari, Brescia, Roma, Milano, Napoli, Favignana (Trapani), Palermo. Dice Valentina Ascione: «Le rivolte, si sa, quando non sono rumorose e violente non fanno notizia. Quella cui si assiste nelle nostre prigioni è infatti una prova silenziosa e composta del grande senso di responsabilità dei detenuti, grazie al quale la polveriera penitenziaria non è ancora scoppiata. Ancora resiste, sì, grazie ai criminali».