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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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Che cosa ha rappresentato e continua ad essere l’espe­rienza televisiva di “Un posto al sole”?

Patrizio Rispo, moglie e figliDa undici anni, con un totale di duemilaottocento puntate, sono Raffaele Giordano, per­sonaggio perno della storia, che dipana lo svolgimento tra tanti colleghi, che nel corso de­gli anni si sono avvicendati nei vari ruoli. Un posto al sole” è stata la re­stituzione della dignità. Recita­re trecento giorni all’anno, con la possibilità di cambiare conti­nuamente intonazione e recita­zione, è un’occasione unica. “Un posto al sole” è una pale­stra che contribuisce a dare un mestiere autentico, una situa­zione in cui vince la verità ,che affermo di volta in volta con il mio personaggio. E poi l’incontro con tanti colle­ghi e registi ormai famosi come Muccino”… “Ho una tale sete di vita che è quasi automatico convivere con il terrore della morte, la paura l’ho anche provata con la sparatoria che mi coinvolse ad Aversa o anche con tante vicis­situdini provate in trenta anni di lavoro. Per fortuna ho affrontato i pro­blemi e non sono diventato ansioso, ma capace di gestire le mie paure”… “La famiglia. Mia moglie e i miei due figli.”
Che cos’è il teatro per lei?
“Fondamentale. Per non avere una dipenden­za psicologica da “Un posto al sole” e anche per assolvere ad una funzione e consolidare una posizione con il mio pubblico. Poi il teatro è vivace. E’ come per l’accordatore il suo strumento. Il teatro è la verità”.
Mai pentito della scelta fatta da ragazzo?
“Pentito mai.
E’ o no ambizioso?
“Si. Sono sanamente ambizioso ma anche generoso con i miei colleghi. Non potrei mai fare uno sgarbo a qualcuno per pri­vilegiare il mio percorso. Non ho il cinismo dell’imprenditore”.
Ha un ricordo che vince su tutti gli altri?
“Ne ho tanti da non poterli elencare”
C’è stata una presenza o un incontro che ha determinato una crescita, una svolta, una conquista?
“I miei due figli Giordano e Tommaso, con nomi di filosofi, che in qualche modo hanno fatto radicare la mia irrequie­tezza. Ero sempre altrove. I figli mi hanno dato il piacere di tor­nare a casa”.
Qualche volta la malinconia è in agguato?
E’ carattere”.
Nostalgie ne ha mai?
“No perché non mi sono mai fat­to mancare niente. O meglio… mi sono tolto tutti gli sfizi!”
Una voglia qual è?
“Il cinema. Mi piacerebbe un film epico. Ho sempre amato il cinema americano e film come “Il padrino” che rivedo sempre che posso”.
Altre esperienze ne ha fatte?
“Ho appena pubblicato “Un pa­sto al sole”, edizioni Giraf, e un disco dedicato a mia moglie ‘O stunato nnammurato” insieme con il maestro Annona”.
Napoli che cosa rappresenta per lei?
“Adoro Napoli e dopo venti anni che ne sono stato lontano mi sento in trincea. Sono feli­ce perché è la mia città con la gente mia ma soffro in prima persona. Il rammarico non mi abbandona mai e lotto per l’ag­gressività quando un tempo c’era l’onestà”.
Una piacevolezza qual è?
“Le vacanze, i periodi che sono a Massa Lubrense, il mare del­la Penisola sorrentina e tutto quello che di piacevole mi co­munica un territorio bellissimo.
Caratterialmente com’è?
“Buono, irrequieto e curioso. E poi come mi ha insegnato mia madre: ”Sono sempre me stes­so”.

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