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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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LE PALME DI CONFETTI
di Annunziata Berrino

ConfettiA Sorrento e in Penisola Sorrentina nel giorno della Domenica delle Palme – quando la Chiesa cattolica ricorda l’ingresso di Gesù a Gerusalemme – è tradizione benedire, assieme ai rami di ulivo addobbati con fiori di carta crespa o con piccoli formaggi, le cosiddette “palme di confetti”. Le “palme di confetti” rappresentano rami fioriti, cestini  di fiori, oppure alberelli, realizzati con confetti di diversa misura e colore. Ognuno ha la sua palma: in genere il cestino e l’alberello sono nelle mani dei più piccoli, mentre il ramo è adatto ai giovani e agli adulti. Ricevere o donare una palma di confetti è un gesto che esprime un affetto particolare: la nonna la dona ai nipotini, la suocera alla nuora, la giovane all’amica. Sono le donne che realizzano questi piccoli gioielli e sono le donne che ne curano il dono nell’ambito della famiglia e delle amicizie. Negli ultimi anni, grazie all’intraprendenza di alcune, la tradizione si è enormemente diffusa e, se la fase della produzione è ancora domestica e in alcuni casi rappresenta una forma di integrazione dei redditi familiari, quella della commercializzazione ha conquistato le  vetrine dei negozi di tutta la Penisola Sorrentina. Il successo di questa tradizione si accompagna alla diffusione di una leggenda: i confetti sarebbero stati il dono di una saracena, approdata durante l’assedio turco, ad un pescatore di Sorrento, per aver avuto salva la vita. É evidente che nella narrazione l’immaginario locale e quello femminile si intrecciano: da una parte l’onnipresente assedio turco e dall’altro la  delicata storia d’amore tra la saracena e il pescatore. Oggi questa leggenda ci invita non solo a interpretare le palme come segno di pace, ma anche e soprattutto a ricordare
come l’incontro tra culture diverse sia occasione di arricchimento reciproco. Ma al di là della leggenda, certamente l’attuale tradizione delle palme di confetti continua probabilmente una pratica dei primi del Novecento, le cui testimonianze iconografiche e documentarie ci auguriamo di poter raccogliere. Infatti come tanta parte delle espressioni artigianali e artistiche femminili, anche le palme di confetti sono effimere: se non vengono subito mangiate dopo essere state benedette, restano solo per qualche anno esposte nelle cristalliere delle case. Ecco dunque l’iniziativa di realizzare una mostra concorso di palme di confetti ha diversi scopi e significati: la valorizzazione dell’arte e dell’artigianato femminile; la tutela di un’espressione della cultura tradizionale locale; la raccolta, la tutela e la divulgazione della memoria di un rito sacro e civile; la valorizzazione economica della palma come un prodotto tipico e dunque della sua tutela sul mercato; la promozione della palma presso  quanti, visitatori e ospiti, vengono a incontrare la cultura sorrentina da altri paesi del mondo; infine la sollecitazione e l’incoraggiamento a trasferire la tecnica produttiva tipica della palma (vale a dire l’impiego di confetti innestati su fili di ferro e impiegati per una composizione decorativa) per la realizzazione di altri prodotti con diverse destinazioni, e dunque capaci di collocarsi in spazi  di mercato più ampi, oltre quello locale e oltre il tempo pasquale. Infine, questa mostra è un ringraziamento alle  donne che in Penisola Sorrentina  hanno conservato, tutelato, affinato e tenuto in vita in questi decenni una tecnica artigianale, accontentandosi spesso solo di una gratificazione morale. A loro il Comune di Sorrento dedica l’iniziativa, nell’intento di dare visibilità ed esprimere gratitudine per il contributo che con la loro maestria e con la loro arte offrono ogni anno alla tenuta delle tradizioni locali.