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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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TRADIZIONE SORRENTINE…IN CARROZZELLA:
UNA SORRENTO D’ALTRI TEMPI
di Antonino De Angelis

Carrozzella in giro per sorrento“Carame’ ti ho portato in paradiso” dice Vittorio De Sica ad una frastornata Tina Pica mentre, nel film ‘Pane, amore e….’, sbarcano al porto di Sorrento. Giunti sul molo montano su una carrozzella e si avviano verso la piazza; a cassetta c’è il giovanissimo Franchino Esposito anch’egli immortalato nel film-icona di Dino Risi. Dopo cinquantatre anni Franchino, l’ormai decano dei vetturini sorrentini, è ancora lì con la sua carrozzella mentre, ai piedi del monumento di Torquato Tasso, aspetta i turisti per condurli sulle tumultuose strade di Sorrento. E’ una storia lunga quella della carrozzella sorrentina, così come nella storia sono entrati tantissimi suoi passeggeri. E’ impossibile conoscere il numero dei principi e dei regnanti “incarrozzati” come dicono i vetturini sui variopinti calessi. Artisti, scrittori, poeti, nobili e raffinati giramondo, oppure inebriati innamorati come Jack Lemmon e Juliet Mils nel delizioso film di Billy Wilder ‘Che cosa è successo tra tuo padre e mia madre’. Sul finire dell’Ottocento, con Venezia e Biarritz, mentre Capri era pressoché sconosciuta, Sorrento era una fra le più rinomate località turistiche d’Europa. Da pochi anni erano state aperte le strade rotabili per Massalubrense e Positano mentre la piazza veniva collegata col porticciolo, Sorrento si apriva al territorio. Allora addio portantina, il mezzo più usato nella prima metà dell’Ottocento, quando con una piastra se ne poteva disporre per una intera giornata; mezza giornata costava invece sei carlini. Le escursioni sui Colli ed a Sant’Agata erano possibili solo a dorso d’asino. Con l’emancipazione del turismo e con le nuove strade gli asinai si trasformarono in vetturini concentrati sia al porto in attesa del vaporetto dei forestieri che presso i grandi alberghi pronti a condurre i clienti lungo le strade della costiera. Sornioni e riservati, spesso complici discreti, i cocchieri tante volte sono stati testimoni di storie segrete fra amanti e sposini in luna di miele. Con la carrozzella di Varra-Varra il marchese Joseph Passed de Grandville ospite dell’ Hotel de Grande Bretagne, nella primavera del 1898 con la sua deliziosa sposina Nelly Bekett si allontanò verso Positano, in serata non fece ritorno, all’alba il corpo della delicata fanciulla, precipitata in un burrone, fu trovata sul fondo della scogliera. Delitto o incidente? I giornali di mezza Europa scrissero a lungo di quello che ipotizzarono essere il ‘delitto dei Pantanelli’ Quel mistero non sarà mai svelato, neppure dopo che il gentiluomo, angosciato dai sospetti, in un locale di Parigi metterà fine ai suoi giorni con un colpo di pistola. All’inizio del Novecento è l’immoralista André Gide che, sempre in carrozzella, si avvia con la giovane Marceline sulla vertiginosa strada della Divina Costiere dove, sorpassato da un altro cocchiere ubriaco e vociante, ingaggia con questi una furibonda colluttazione. Si sa che Enrico Caruso, durante i mesi della sua permanenza all’Excelsior Vittoria, amava fare lunghe passeggiate in carrozzella fra gli aranceti della piana sorrentina oppure, sull’altro lato, verso Capodimontee Massa lubrense. Sempre dall’Hotel Vittoria e sempre in carrozzella, il miliardario Simpson, re del cauciù statunitense, negli anni Sessanta, si partiva per le sue scorribande sulle colline in cerca della bella gioventù ragazze o ragazzi per lui non v’era differenza a cui amava donava manciate di pietre preziose come fossero caramelle. Oggi nei luoghi degli arrivi, al porto e alla ferrovia, stazionano Bus e Taxi; le carrozzelle – appena una mezza dozzina – sono coi loro cavalli infiocchettati in attesa di passeggeri ai piedi del monumento innalzato ad un poeta fra i più cavallereschi della letteratura, quel Torquato Tasso, nato proprio qui a Sorrento, che ha cantato nei suoi poemi le nobili gesta di dame e cavalieri. In carrozzella è possibile ancora percorrere in lungo e in largo questa città. Il cocchiere vi farà da cicerone e, se ne ha voglia, vi racconterà di quella certa principessa che ha conosciuta tanti anni fa. Più che una gita panoramica la carrozzella vi farà rivivere un sogno, il sogno romantico di di una Sorrento d’altri tempi.