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    • Periodico di
      Informazione turistica
      Aut. Trib. NA n.3104 del 15.04.1982

      Editrice Surrentum
      Viale Montariello, 8 - Sorrento

      Direttore Responsabile:
      Antonino Siniscalchi

      Redazione:
      Luisa Fiorentino
      Mariano Russo

      'Surrentum' viene stampato in 13.000 copie da 'Tip. La Sorrentina' Sorrento
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 Andiamo in gita alla Punta della Campanella

di Concetta Caccaviello

La Primavera, intrisa di profumi e colori è ormai arrivata; la mattina il sole splende sempre più presto e la sera fa fatica a addormentarsi. E questo il periodo giusto per una Vista di Capri dalla Punta della Campanellasplendida passeggiata immersi nel silenzio della natura, lungo uno degli itineraripaesaggistici di maggiore interesse  naturale, storico ed archeologico della nostra Penisola: Punta Campanella. Iniziamo questa suggestiva passeggiata partendo dalla piazza di Termini; la si può facilmente raggiungere con gli autobus SITA che, dalla stazione di Sorrento, arrivano a Nerano. A destra della chiesa parrocchiale, imbocchiamo  via Campanella e – circa 400 metri dopo – arriviamo ad un bivio; proseguendo a sinistra si arriva a Monte San Costanzo (un altro posto suggestivo), scegliendo la strada di destra  si inizia la discesa per Punta Carnpanella.Percorrendo una strada che a tratti sembra intagliata nella roccia, davanti ai nostri occhi il paesaggio subisce una straordinaria metamorfosi che ci fa dimenticare i palazzi, le strade e le tante auto che incontriamo in città. Il rumore lascia pian piano il passo al silenzio ed alle tante voci della natura… a sinistra la montagna di rocce bianche con la sua tipica vegetazione, a destra il mare, le piccole baie ed insenature che si intravedono tra le rocce.Fino alla cala di Mitigliano, riconosciamo la tipica macchia mediterranea; in prossimitàdella Campanella, invece, si assiste ad una straordinaria metamorfosi: la vegetazione  si trasforma in una macchiabassa molto meno rigogliosa dove trionfano olivi selvatici, mirto, ginepro, rosmarino, elicriso, finocchio marittimo e limonium, che sembra quasi nascere direttamente dalla roccia; la brezza del mare alla quale sono esposti, li modella, facendogli assumere un’insolita forma. E’ qui che nidifica il gabbiano reale, ed è in quest’area che è possibile scorgere il falco pellegrino o il  gheppio.  iunti al limite estremo dellaPunta Campanella scorgiamo,  in un selvaggio isolamento, i resti di una Torre cinquecentesca,eretta lì dove sorgeva  n Tempio che i greci avevano dedicato alla dea Minerva. Questo lembo estremo della Penisola Sorrentina, conosciuto come Promontorio Ateneo, ha ospitato nel corso dei secoli – per culto e per controllare l’accesso al golfo – templi e stazioni commerciali, opere di difesa e ville patrizie. Arrivando fino alla Torre, possiamo scorgere ai due lati, due discese verso il mare: quella di destra, costruita in epoca più recente, è ancora agevole, quella di sinistra, più antica, non è utilizzabile. Al termine di questa lunga discesa – protetta da un faraglione di roccia – si intravede una vasta cavità, conosciuta come “grotta delle Sirene”, è qui che il mare, riflettendo i raggi del sole, crea mille sfumature, che mutano ogni istante. Il paesaggio che si offre al nostro sguardo è … strardinario … di fronte c’è Capri, è così vicina che sembra quasi di poterla toccare con mano; alle spalle il Monte San Costanzo, spoglio e brullo, e poi la piccola baia di Jeranto; tutto è straordinariamente bello e se siamo fortunati da restare fino a sera possiamo ammirare uno spettacolo di struggente bellezza: il sole che tramonta alle spalle di Capri e crea una  magia di luci, ombre e riflessiche forse, neanche il più grande  pittore sarebbe in grado di catturare sulla tela. Ora è tempo di tornare indietro, la strada è tutta in salita  ed è necessaria più di un’ora  per ritomare alla piazzetta di Termini. Ma lo spettacolo a Punta Campanella  cui abbiamo assistito ci rende la salita meno faticosa. Valeva senz’altro la pena di tutelare  questi ambienti incontarninati includendoli in un’Area Naturale Marina Protetta,  nata proprio dalla necessità di salvaguardare questa terra  straordinariamente ricca di storia, di cultura, di ambienti naturali marini unici al mondo,pura espressione di eventi geologici, di ecologia mediterranea, di paesaggi straordinari.  In prossimità della Torre di Fossa Papa, incontriamo gli olivi con le mirabili opere di muratura a secco ed alcune colonie di “Lithodora Rosmarinifolia”  piante rarissi me, simili al rosmarino, che crescono  spontanee solo il Penisola Sorrentina e in Sicilia. Siamo quasi arrivati a Termini, vale la pena voltarsi un’ultima volta per fissare questo splendido quadro nella nostra mente: Capri, il mare, le rocce  bianche, il canto dei gabbiani, …ed il suono melodioso dellavoce delle Sirene che ci invitano a tomare.